Liberi dalla meningite
I Problemi Aperti

I Problemi Aperti

La disomogeneità nelle politiche vaccinali

In Italia i vaccini, unica maniera efficace per prevenire la meningite, non sono offerti nelle stesse modalità su tutto il territorio nazionale.
Vi sono infatti regioni che offrono i vaccini attivamente e gratuitamente, vale a dire che informano i loro cittadini della disponibilità di alcuni vaccini e della loro gratuità, regioni che prevedono vaccini solo per le categorie di persone a rischio, e regioni che, pur disponendo di vaccini, non informano i propri cittadini, che si trovano così lasciati soli dinanzi a una tematica molto difficile da affrontare. Questa situazione crea inaccettabili disuguaglianze da regione a regione, penalizzando alcuni cittadini a discapito di altri. 
Esiste poi il problema legato all’obbligatorietà di alcune vaccinazioni. Da una parte, molte persone considerano prioritarie le vaccinazioni obbligatorie, sminuendo l’importanza di quelle raccomandate o consigliate. Dall’altra, l’obbligatorietà può essere vissuta come un’imposizione e suscitare nelle persone un atteggiamento negativo nei confronti dei vaccini che, invece, non ha alcun motivo di sussistere alla luce dei benefici apportati da questi strumenti.
Accanto al concetto di obbligatorietà, quindi, devono acquisire un’importanza sempre maggiore i vaccini raccomandati e disponibili, tenendo però ben presenti due elementi:

  1. l’obbligatorietà non è una misura dell’importanza di un vaccino, in quanto anche una vaccinazione raccomandata, o solo disponibile, è altrettanto importante di una vaccinazione obbligatoria;
  2. la riduzione dei vaccini obbligatori deve essere accompagnata, da tutte le regioni, dall’impegno di garantire un’offerta vaccinale attiva e gratuita, facendo in modo che tutte le persone siano correttamente informate a riguardo, e possano scegliere di accedere a tutti i vaccini disponibili in maniera libera e consapevole.
 

 

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