Appello del Comitato Nazionale Contro le Meningite

Completare l’offerta antimeningococcica e promuovere la comunicazione attiva ai genitori. Che la Sicilia sia di esempio

Palermo, 6 novembre 2014 – Nel 2013 si sono registrati in Italia oltre 1.300 casi di meningite, di questi 162 sono stati causati dal meningococco B, il sierotipo più aggressivo e potenzialmente letale, che colpisce soprattutto i bambini sotto l’anno di vita e gli adolescenti. Solo in Sicilia, lo scorso anno, sono stati segnalati 31 casi di meningite.[1]

siciliaQuesti i dati discussi durante un workshop a porte chiuse svoltosi oggi a Palermo e promosso dal Comitato Nazionale Contro la Meningite (CNCM), primo gruppo in Italia impegnato nel rappresentare bisogni e diritti delle persone colpite da meningite e delle loro famiglie e fondato da genitori che hanno perso i propri bambini a causa di questa infezione. L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte della copertura vaccinale contro la meningite in Sicilia.

“Il Comitato, infatti, auspica che anche la Sicilia, e a seguire tutte le regioni italiane, segua l’esempio virtuoso di Toscana, Basilicata, Puglia e Veneto, che hanno completato l’offerta vaccinale contro tutti i sierogruppi della meningite meningococcica – la forma batterica più grave e infettiva – inserendo nel proprio calendario il vaccino contro il ceppo B, ultimo in ordine temporale ad essere reso disponibile alle mamme.” afferma Ivana Silvestro, Vice Presidente del Comitato e mamma del piccolo Federico, morto a soli 2 anni e mezzo a causa di una meningite fulminante di tipo B, il sierotipo tra i più pericolosi che ogni anno è responsabile, in Italia, di oltre il 60% dei casi. “Allora non esisteva un vaccino in grado di proteggere mio figlio, ma oggi questo vaccino esiste, per questo esorto tutte le mamme e i papà ad informarsi presso il proprio pediatra o il Centro Vaccinale più vicino per poter decidere in modo consapevole della salute dei propri figli”.

Grazie al contributo di pediatri e igienisti, il Comitato intende riaccendere i riflettori su una malattia la cui gravità è ancora oggi sottovalutata, soprattutto per mancanza di informazioni chiare e puntuali sulla sua pericolosità, su come si manifesta e su come è possibile prevenirla.

L’informazione, come pure le campagne vaccinali, sono importanti, specialmente oggi che sono sempre più dilaganti le campagne antivaccinazioni, diffuse soprattutto online, che confondono i genitori con dati e  affermazioni non confutati scientificamente. Tanto più che, da una recente indagine del Censis, è emerso quanto i genitori siano scettici quando si parla di vaccinazioni: solo 2 su 10 si fidano totalmente della vaccinazioni.[2]

“Vogliamo invece contribuire a creare una cultura corretta della vaccinazione perché solo così potremo avere un futuro libero dalla meningite e prevenire altre morti evitabili grazie alla vaccinazione. Ma per raggiungere questo obiettivo è necessario l’impegno di tutti, istituzioni in primis.” Questo l’accorato appello di Amelia Vitiello, Presidente del Comitato  e mamma della piccola Alessia, anche lei morta per meningite fulminante a soli 18 mesi.

“I vaccini sono oggi l’unica arma efficace e sicura, oltre alla diagnosi precoce, per combattere la meningite e le altre malattie infettive” spiega il professor Francesco Vitale, Direttore dell’Unità Operativa di Epidemiologia Clinica del Policlinico di Palermo. “Si tratta di preparati biologici che aiutano a proteggere l’organismo contro una determinata malattia e sono concepiti e creati per permettere all’organismo di riconoscere un virus o un batterio, distruggerlo e memorizzarlo, così che il sistema immunitario possa riconoscerlo ed eliminarlo più facilmente qualora lo incontri di nuovo. Per calcolare l’impatto e l’importanza di questi strumenti per la salute delle persone, basti pensare che l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che siano più di otto milioni le vite salvate ogni anno dai vaccini”.[3]

“Oggi possiamo contare sulla disponibilità di tutti i vaccini contro la meningite meningococcica di tipo A, Y, W e C, e da quest’anno è in commercio in Italia un nuovo vaccino, quello contro il meningococco B. Data la sua recente introduzione sul mercato, il vaccino contro il meningococco B non è ancora stato inserito nel Piano Nazionale Vaccinale 2012-2014 e ad oggi solo quattro regioni lo hanno introdotto nel proprio calendario vaccinale, rendendolo gratuito per tutti i nuovi nati: si tratta di Toscana, Basilicata, Puglia e Veneto” dichiara Milena Lo Giudice, pediatra di famiglia e membro del Comitato Scientifico Tecnico della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP).

L’assessorato alla Salute della Regione Siciliana dalla valutazione dei dati di sorveglianza delle malattie batteriche invasive, nel merito meningococco e pneumococco, responsabili di meningite e setticemia, ha deciso un adeguamento del calendario vaccinale. “Il fine è quello di prevenire le malattie prevenibili con la vaccinazione e la lotta al meningococco e al pneumococco è un traguardo da perseguire con forza”, osserva il dottore Mario Palermo, responsabile del Servizio 1 del Dipartimento attività sanitaria e Osservatorio epidemiologico dell’assessorato della salute della Regione Siciliana.

Questa marcata disomogeneità nelle politiche vaccinali regionali determina di conseguenza discriminazioni e differenze tra i cittadini. “Il rischio è di creare cittadini di serie A e di serie B, distinti cioè tra chi può accedere attivamente e gratuitamente alle vaccinazioni e chi invece deve pagare di tasca propria – sempre che ne abbia le possibilità economiche – se vuole proteggere la salute dei propri figli. Auspichiamo però che nel prossimo futuro, anche in vista della stesura del nuovo Piano Nazionale Vaccinale la copertura vaccinale sia resa omogenea a livello nazionale e che raggiunga almeno il 95% della popolazione conclude Ivana Silvestro.

Se ne parla anche qui: Il Giornale di Sicilia online – Servizio TV


[1] Istituto Superiore di Sanità, Dati di sorveglianza delle malattie batteriche invasive aggiornati al 30 maggio 2014, 2014

[2] Censis, La cultura della vaccinazione in Italia: un’indagine sui genitori, 2014

[3] Bulletin of the World Health Organization, Vaccination greatly reduces disease, disability, death and inequity worldwide, Volume 86, Number 2, February 2008, 81-160